“Dopo tanti anni di cammino ricordo che da bambino…” (Ex-Otago – Sognavo di fare l’indiano)

“Dopo tanti anni di cammino ricordo che da bambino sognavo di fare l’indiano

E ci sono riuscito.”

Ho scelto come titolo questa simpatica canzone dei miei compatrioti Ex-Otago. Mi piace pensare che dopo tutti questi anni di cammino (compresi i 33 giorni del mazzo che mi sono fatta per arrivare a Santiago ormai ben 6 anni fa!!) sia diventata la persona che sognavo di essere. Sicuramente passi da gigante sento di averne fatti!

Certo, contando anche il rientro a casa per le vacanze dopo anni che vivo da sola all’estero, ho ancora parecchio da smussare e parecchio da capire… Da un punto di vista relazionale ho ancora le mie pecche.

Vi è mai capitato di avere difficoltà a capire, quando incontrate una persona che vi intriga, quanto è istinto e quanto è difesa?

Cerco di spiegarmi meglio! La classica frase ‘fidati del tuo istinto’ a quando si riferisce? A quando ci avviciniamo a una persona perchè ci attrae e ancora non l’abbiamo neanche consciamente realizzato o a quando iniziamo a fare qualche passo indietro perché c’è qualcosa che non ci quadra? O quei passi indietro sono una protezione perché abbiamo capito che forse è arrivata quella persona che ci fa uscire dalla nostra ben costruita e serafica solitudine e routine?

Tutti dicono che l’amore arriva quando siamo tutti intenti a fare altri piani e ci siamo creati il nostro spazio confortevole e la nostra serenità… Il che mi fa pensare che possa arrivare come iniziale turbamento a uno stato di omeostasi come si dice in quel poco che mi ricordo di fisica… Ma nello stesso tempo l’amore è serenità, è qualcosa di rotondo… Non dovrebbe farci tirare su barriere.

Scrivendo ho realizzato che probabilmente le reticenze arrivano quando inizia la razionalizzazione, quando la prima impressione, spesso più inconscia, fa spazio a un qualcosa che si sta verbalizzando, che sta diventando conscio e che quindi in qualche modo cerca una sua collocazione, ma che magari è ancora troppo presto per verbalizzare.

Forse.

D’altronde non sono mai stata una che parla volentieri di queste cose, ma da qualche parte i ragionamenti e le sensazioni dovranno pur andare.

Fidarsi del proprio insinto forse si riferisce proprio al fatto che possiamo portare avanti la conoscenza fidandoci momento per momento di quello che sentiamo e il momento di tirare le somme arriverà poi da sè…

Se qualcuno è meno confuso di me o se sono riuscita a confondere pure voi, sentitevi liberi di farmelo sapere!!!

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