“Milanese, gioia della mia vita.” (T. Mannino)

Oggi ho deciso di variare un po’ e vi posto il link di un video che mi è capitato di vedere negli ultimi giorni.

Bella, bella, sul divano mi guardo i video di Teresa Mannino a teatro che parla della differenza tra italiani del Nord e del Sud e da lì sono pochi minuti a quando inizio a ridere a crepapelle da sola. Bellissimo!

Vorrei condividere con voi questo spezzone sull’arrivo della comica Mannino, palermitana, a Milano. Se vi va di vederlo potete cliccare sul link qui sotto, sono 12 minuti di video (se no riporto comunque le parti che mi hanno fatto più ridere):

Teresa Mannino e le differenze tra italiani

In quanto genovese, frequentatrice di Milano, per svariati motivi, da anni, mi ritrovo molto in tutto quello che dice.

Tra l’altro la comicità basata sul vero e nemmeno troppo caricaturale è quella che mi fa più ridere, perché spesso basta sottolineare dei passi di realtà o conversazioni che tutti hanno vissuto per fare ridere di gusto.

Spero che questo video di Milano dal punto di vista di una palermitana sia da spunto per far sorridere domani chi di voi passa da Milano o è di Milano e invece di sbuffare alla corsa per la metro possa pensare a queste battute e ridere da solo, come spesso succede a me tra parentesi…

Innanzitutto, l’inizio del video è già epico:

“Prima volta a Milano. Vedo tutti che corrono alla metro; e mi metto a correre pure io. Che cosa corri? Per andare a lavoro? ma rallenta, milanese rallenta!”

Stessa sensazione, ancora oggi, ogni volta che metto piede a Milano. Scendo per prendere la metro da Centrale e, visto che in genere vado là per svago, mi guardo intorno e mi sento come quella tartaruga disorientata della scena Disney, mentre tutti le corrono intorno. Poi mi riprendo e vado di buon passo pure io pur non avendo granché da fare..!

“Poi avete i cartelloni che annunciano l’orario di passaggio dei treni; 1 minuto e mezzo, che io la prima volta che l’ho letto ho detto: ma mi stanno prendendo per il c*, ma un minuto e mezzo il meridionale ma manco lo percepisce”

E so per esperienza che quando il milanese vede 3 o 4 minuti si spazientisce, come se fosse troppa attesa!!

“Il milanese ha l’orologio avanti per arrivare puntuale, sincronizzato al parallelo di Milano Marittima. Milanese, gioia della mia vita, ma che fai? ti pigli per il c* da solo? siete schizofrenici!”

Questa mi mancava, ma mi è stata confermata da amici milanesi. Abbiamo deciso di fidarci, perché, in effetti, ci sta nel personaggio. Voi conoscete qualcuno che fa così? O voi stessi milanesi, mi potete confermare di quanto portate avanti l’orologio? Che poi pensavo, se in famiglia quasi tutti vi portate avanti l’orologio, ma ognuno in modo diverso, qual è l’orologio di riferimento? Su cosa vi regolate?

Ora passiamo agli accorgimenti per i meridionali per non farsi riconoscere, in quanto tali, a Milano, il che vale anche per me che, in qualità di genovese, sono considerata la meridionale del Nord.

Tutti verissimi!

  • camminare velocemente: e fin qui non ci piove. Anche quando vado in settimana per fare shopping io corro.
  • mettere la faccia un po’ tesa, un po’ triste, un po’ severa: altro confermato. Che poi in realtà ti viene per forza, perché se cammini veloce ti concentri e se cammini sorridendo la gente ti guarda tipo “c* ti ridi! Mica ti piace Milano eh?”
  • devi essere allergico a qualsiasi cosa, meglio se al polline; che a Milano non c’è un albero, ma è pieno di polline, ma dove lo trovano?: questo mi fa troppo ridere! In quanto genovese, in effetti, noi non abbiamo pollini. Ho iniziato a soffrire di allergia a Torino, dove ci sono viali alberati ovunque; ma a Milano? No, in realtà questa gliela abbuoniamo, ci sono tanti grandi parchi e alberi nelle piazze.. è lo smog che trattiene i pollini e li porta nelle strade più impensate….
  • devi essere distaccato – sono un po’ giù
  • devi parlare con la bocca chiusa; non devi articolare, forse per il freddo: questa dev’essere una cosa dei nordici, perché da Roma in giù prendono in giro anche me per il fatto che non muovo la bocca quando parlo; un po’ di solidarietà per i milanesi.

Troppo ridere anche la questione del semaforo a conclusione del video:

partenze al semaforo: il verde non era scattato, ma il milanese il verde non lo vede lo prevede e inizia a suonarti.

Anche questa verissima. Io guido sia macchina sia Vespa a Genova, tutta una salita e discesa, una strettoia  a doppio senso, eppure, quando guido la macchina a Milano, mi viene un’ansia che piuttosto che esitare un attimo sbaglio strada mille volte e giro in tondo per non farmi suonare.

E con questa concludo, vi consiglio di guardare i video di Teresa Mannino, se vivete a Milano o se siete siciliani mai andati a Milano anche solo per visita condividerete le mie risate! E se vi vengono in mente altri stereotipi-verità sentitevi liberi di condividerli!

PS. fantastico anche il fatto di costruire una carriera sulla propria esperienza personale, che poi è la chiave del successo! Ma qui si aprirebbe un altro articolo…

2 pensieri su ““Milanese, gioia della mia vita.” (T. Mannino)

  1. Non so se dopo questo post sia da considerare più comica tu o la Mannino. Che per inciso adoro per la sua capacità di rendere caricaturale l’ordinaria normalità…. Brava Psic….

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