“I see life as a passageway.”(Do Ho Suh)

“I see life as a passageway, with no fixed beginning or destination. We tend to focus on the destination all the time and forget about the in-between spaces.” (Do Ho Suh)

“Vedo la vita come un passaggio, senza inizi o destinazioni prefissati. Tendiamo a pensare solo alla destinazione e ci dimentichiamo degli spazi in mezzo.” (Mia traduzione)

Può sembrare una massima di un guru buddista, forse influenzata dallo stereotipo del nome.

Ebbene no.

Do Ho Suh è un’artista coreano ed ho avuto il piacere di vedere una sua installazione a una mostra alla Victoria Miro Gallery. Pomeriggio culturale.

Brevemente, dopo una discreta coda, ho potuto ammirare la sua opera, ovvero un corridoio di stanze che si susseguono, i cui muri e porte sono fatti di stoffa trasparente di vari colori, dal rosa all’arancione, dal viola al verde.

Veramente impressionante passarci in mezzo.

L’aspetto più sorprendente è l’attenzione ai dettagli dei muri e delle maniglie e serrature delle porte, pur essendo di questo particolare materiale.

La sensazione al passaggio è un po’ come essere Alice nel paese delle meraviglie, esclusi turisti-fotografi che stoppano il tuo passaggio in questo modo incantato e protetto dai colori.

Passando attraverso questa evocativa installazione e guardando le opere dell’artista ho condiviso appieno la sia visione della vita che vorrei condividere con voi.

Mi è proprio venuta in mente molto chiaramente e concretamente una visione della vita come a un susseguirsi di stanze, una dopo l’altra, senza interruzione.

Tra una stanza e l’altra ci può essere una porta, una porta a vetri, un portone o semplicemente un’arco. Quanto distacco c’è tra una vostra esperienza di vita e la successiva?

Le stanze possono essere più o meno grandi, con più o meno finestre. Possono essere corridoi stretti e lunghi senza finestre dove non respiri e non vedi luce oppure possono essere grandi giardini che ti hanno dato ossigeno e offerto un punto di vista più vasto. Quanto hai imparato da un’esperienza? Quanto invece ti ha precluso un’altra?

Queste stanze possono essere arredate in modo fascinoso e interessante ma in realtà molto piccole e senza finestre oppure spaziose, arredate in modo minimalista, apparentemente non attraenti ma con grandi vetrate sul mondo.

Non mi dilungherò nel mondo dell’interior design seppure mi attragga molto, ma penso che l’arredamento delle stanze in questo caso dia perfettamente l’idea di come certe esperienze di vita possano averci più o meno influenzato e più o meno attratto a seconda della loro apparenza o contenuto.

Possono esserci stanze a due piani con strette scale a chiocciola o stanze con ampie scalinate chiare e sicure.

Ogni stanza ha la sua attrattiva, in ogni stanza siamo passati e dentro tanti altri luoghi passeremo senza soluzione di continuità.

In un certo senso questa metafora mi ha fatto pensare alla vita sì come a un viaggio, ma un viaggio più personale.. un viaggio in stanze, case, spazi in cui viviamo quotidianamente e in cui passiamo quotidianamente senza nemmeno accorgercene, stanze a cui siamo abituati o affezionati o che odiamo attraversare.

Simile alla metafora della vita come un viaggio, più lontana da quella dei capitoli di un libro.

Se vi capita di andare incontro a una mostra di questo artista, Do Ho Suh, ve lo consiglio vivamente. Non capita tutti i giorni di venire influenzati da un’opera in riflessioni sulla propria vita ed entrare nel gioco del: voi come disegnereste le vostre stanze di vita? Com’è la vostra attuale stanza? Io mi ci sto cimentando e ha un che di molto divertente (concretizzare un’esperienza non è mica facile!!)!

Concludo dicendo che sono cresciuta con mia mamma che per consolarci diceva sempre a me e mia sorella quando eravamo agitate o tristi:

“Forza e coraggio che la vita è un passaggio”.

Non ho mai capito di preciso da dove venisse questa frase. Più tardi cercando su internet ho scoperto essere una famosa frase di un Anonimo. Beh, anonimo o no, io ce l’avrò sempre in testa!

Non avevo bisogno di andare poi tanto lontano per fare questa riflessione sulla vita, no?

Ho sempre pensato che mia madre abbia una creatività intrinseca con la sua ironica saggezza.

Photo by me “Si chiude una porta e… se ne apre un’altra”.

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