“Non c’è niente di più sfuggente dell’ovvio.” (Sherlock Holmes)

Buon anno a tutti!!!

So che sembra già passata una vita dal primo dell’anno e che ognuno sta già dimenticando i propri buoni propositi (io mi sto iscrivendo in palestra comunque..!), ma..comunque buon anno e grazie ai nuovi followers che mi danno la carica!!

Tornando a noi..

In questi giorni mi è capitato di guardare il film di Sherlock Holmes e sono rimasta colpita dalla classica e famosa frase: Non c’è niente di più sfuggente dell’ovvio.

Elementare, Watson.

Eppure, quanti di noi di fronte alla realtà del nostro quotidiano continuano a raccontarsi storie? Quanti pensano che domani cambierà? Che domani sarà diverso?

Quanti di noi negano l’evidenza?

Ovvio, l’ovvio è sfuggente.

L’ovvio può essere la verità e la verità a volte fa male.

Non solo fa male, ci impedisce anche di sognare, di immaginare, di credere in qualcosa o qualcuno.

E credetemi, non voglio essere negativa. Non potrei essere più grata del momento della mia vita che sto vivendo, eppure, da grande sognatrice quale ahimè sono, noto sempre una parte di incongruenza…

Ma possiamo chiamarla incongruenza? o è umanità? o semplicemente lasciamo lo spazio a quella che non è l’amata logica da Sherlock, ma è emozione? sentimento? Istinto? Speranza? felicità?

Tutti siamo alla ricerca della felicità e la felicità non è mai congruenza. Come dicono? La congruenza è dei pazzi e dei bambini. Sarà per quello che mi trovo con entrambe le categorie (Forse meno psicologa per sbaglio?). Ma non dimentichiamoci dell’istinto che mai perde di vista la felicità o la sua ricerca.

Cos’è la felicità?

Vi rivelerò il gran segreto di cos’è per me. Una luce calda e soffusa nell’ambiente, una coda che scodinzola, del vino bianco, della focaccia rigorosamente ligure, affetto e serenità dentro.

Fa un po’ Albano Carrisi.. Felicità .. un bicchiere di vino con un panino, la felicità . Ci sarà stata una ragione della sua fama!!

Ma è anche quell’emozione che ti prende che sembra ansia o paura, ma magari è trepidazione prima di lanciarsi nel vuoto (senza paracadute). Quell’ansia “buona” che porta oltre il limite e magari a sentire quella che è la felicità.

Un istante. Una memoria. Un ricordo. Che nessuno ci toglierà. Anche se l’abbiamo provata una volta nella vita, quella è la nostra testimonianza e la nostra speranza.

In un mondo ormai dominato dall’irrazionalità (?), dal caos, dalla tecnologia e dal mostrarsi; in un mondo dove c’è il benessere dato dalle nuove possibilità ma non c’è più la capacità di trasmettere emozioni; dov’è finita la famiglia? dove sono finite le origini?

Non c’è niente di più sfuggente dell’ovvio.

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