“Ho voluto la perfezione e ho rovinato quello che andava bene” (C. Monet)

La mostra attualmente esposta alla GAM di Torino ha ispirato il titolo del mio articolo di oggi.
Eh si, perché qui si va proprio sul mio personale.. quante volte mi è capitato di crucciarmi perché cerco quella che penso sia la perfezione e non ho pensato che sarebbe stato perfetto essendo semplicemente me stessa!

Cioè chi lo sa se si può parlare di perfezione.. forse solo di momenti che possano lasciare un segno (solo?!) perché unici…

Monet tra le citazioni della bellissima mostra si giustificava anche molto spesso sul fatto che lui dipingeva solo ciò che effettivamente vedeva e voleva condividere quello senza pretese particolari.. eh si, perché è proprio questo che ci distingue.

Ultimamente sto facendo spesso caso al fatto che ogni scoperta più famosa, ogni cosa più nota per colui che l’ha avviata o scoperta era naturale, era ovvia, ma ha avuto l’intuizione che non lo fosse per gli altri.

Ma non è in fin dei conti una cosa così ovvia, cosa ne pensate?

PS. cari miei followers, se notate delle differenze nello stile rispetto al solito e nella mancanza di immagine in evidenza è perché da dove sono ora non ho la connessione, ma ho scaricato la app per non venire meno al nostro appuntamento e ho scritto di getto dal cellulare!

Un pensiero su ““Ho voluto la perfezione e ho rovinato quello che andava bene” (C. Monet)

  1. “La perfezione non è essere perfetti, ma tendere continuamente ad essa” (Johann Gottlieb Fichte)
    I concetti si equivalgono in questo confronto di citazioni, è di tutta evidenza che la perfezione non può essere di questa terra ma tendere a essa differenzia l’uomo dall’essere inanimato. Se però osiamo addentrarci entro il significato stesso di perfezione allora il nostro castello rischia di subire degli scossoni non di poco conto. La mia perfezione coincide forse con la tua? o la mia imperfezione non è forse da te, essere amato, vista come perfezione? e volere la perfezione non rischia, come asserito da Monet, di rovinare ciò che è già perfetto? Assodato che la perfezione è soggettiva occorre stabilire quale sia la strada giusta da seguire nella ricerca di un perfetto: fare o non fare? cambiare o rimanere? essere o non essere? dubbi che affollano di certo la mente della nostra blogger. La soluzione? essere e seguire se stessi. Tutto semplicemente così. Anche per chi scrive.

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