“Onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di tenerlo con me tutto l’anno.” (C. Dickens)

Innanzitutto, vorrei ringraziare i miei ben 10 followers!

Grazie a tutti, vi sono grata per aver reputato le mie idee e opinioni scombinate degne di essere seguite e mi date lo slancio per continuare ancora con i miei articoli del martedì!!

Domani gran lunedì dopo un po’ di vacanza, chi più, chi meno.. C’è chi  ha potuto fare il ponte e chi festeggia Sant’Ambrogio e chi, invece, ha dovuto lavorare.

Ed ora per tutti è tempo di regali natalizi.. I tanto odiati regali.

Quest’anno esco e faccio un giro in centro e mi viene da scappare, più degli altri anni.. Le luminarie già da metà Novembre ci spingono al consumismo.. E a me viene fastidio, grande fastidio.

Nemmeno l’idea di fare un pensiero di ringraziamento alle persone che più mi stanno vicine, quest’anno mi fa passare oltre..sarà lo stress della mia situazione attuale..

Comunque, io e mia sorella ci siamo messe sotto e abbiamo stabilito un piano d’azione in modo da non farci trasportare a caso dalle spese pazze e già mi sento più tranquilla.

Oggi, tra albero, presepe e biscotti allo zenzero, il Natale sembra essere più vicino e, lontano da luci e negozi, si sente già l’atmosfera vera del Natale. L’odore di casa e questi obblighi di inviti di parenti lasciano spazio alla TRADIZIONE nel suo significato più accogliente, abitudinario (anche se dopo 25 anni  mia madre ha finalmente avuto pietà di me che preferisco il pandoro al suo amato panettone ricco di canditi e uvetta e forse prenderà entrambi), rassicurante e, perché no, piacevole.

Perché il Natale per me non è comprare regali per forza, ma mi piace pensare sia sempre un po’ la felicità di quando si era bambini.. Un’opportunità per staccare dalla solita vita e godersi l’unione, la vicinanza, il risveglio e l’apertura dei regali come scambio di affetti.

Il Natale è Tradizione, è un momento di riflessione, un calore che sarebbe bello portarsi sempre dentro per sentirsi meno soli.

Voi come state vivendo quest’anno il Natale? A che punto siete con l’albero? Riuscite a considerarne dei lati positivi come quando eravate bambini?

 

Un pensiero su ““Onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di tenerlo con me tutto l’anno.” (C. Dickens)

  1. “Per prima cosa lei deve credere in sé stesso!” ~ Lo psicologo di Babbo Natale.
    Visto che alla Nostra piacciono le citazioni, partiamo proprio con una di queste che, per quanto sempliciotta o ironica, contiene una grande verità: credere nel Natale o più correttamente nel significato del Natale è una scelta individuale. Vi sono certo tradizioni consolidate e unanimemente condivise ma ciò che il Natale suscita è assolutamente soggettivo: chi si ricorda bambino felice, chi padre contento, chi nonno abbandonato, chi in guerra e chi in pace, chi ricco e chi in ristrettezze, chi magnanimo, chi astioso. Insomma non esiste un modo condiviso di sentire il Natale ma più modi ognuno derivante dagli accadimenti avvenuti tra due Natali. Tutti vanno accettati e rispettati ma soprattutto tutti dovremmo rifuggire dalle generalizzazioni. A ciascuno il suo (e senza neppure la necessità di raccontarlo). Il mio Natale? questo: John & Yoko Ono, “Happy Xmas (War Is Over)” https://www.youtube.com/watch?v=z8Vfp48laS8

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