“Piangere mi aiuta a stare calma e a non essere ossessionata dal peso dei problemi della vita” (Inside Out)

Una citazione che trovo magnifica del nuovo film della Disney (che consiglio a tutti!) ha ispirato il titolo del mio articolo.

Inside Out: da dentro di me tiro fuori tutto proprio qui (o ci provo, scazzi per i miei stessi stati d’animo a parte).

Un weekend no, una giornata no, studio no e pensieri no. Parenti disponibili che improvvisamente diventano serpenti (sono felice di riavere la mia amata cagnolona ancora qui con me sana e salva..tra l’altro ho dovuto liberare la mia creatività fotografica con lei al seguito e si è rivelata essere una giornata super con un’amica che migliore non potevo immaginare ;)), carabinieri che girano per il quartiere a chiedere documenti a passanti random dopo i frequenti atti di criminalità (vissuti in prima persona e dai vicini di casa).. in tutto ciò non ho troppa voglia di comunicarvi con mie parole la mia tristezza, né di concretizzarla o accettarla (stasera più di altre la odio), sarà perché mi sono resa conto che un mese fa stavo tornando dalla Grecia (e mi sembra una vita e mezza fa).

Per questo tento di deviare l’argomento con un personale commento sul film Inside Out! Non sono una gradissima appassionata di cartoni (cioè sì lo sono, ma guardo molti film impegnati anche XD) e questo cartone non ha proprio nulla da invidiare ai film impegnati. Da buona psicologaxsbaglio non posso non parlarne, visto che si basa sulla teoria di Ekman, psicologo britannico, che teorizzò le 6 emozioni di base quali la gioia, la tristezza, la rabbia, la paura, il disgusto e la sorpresa. Nel film sono tutte rappresentate in forma umanoide eccetto quest’ultima che non è citata.

La prima cosa che ho notato con non poco rammarico è che solo un’emozione in noi è pienamente positiva.. anche se alle altre non si può negare il valore adattivo e la parziale positività.

Tra lacrime e risate sono rimasta incollata allo schermo tutta la durata del film ed era da tempo che non vedevo la sala del cinema così piena e il pubblico così accorato.

La Tristezza mi ha da subito fatto una tenerezza assoluta e le Emozioni dei genitori mi hanno fatto davvero ridere…!

Storia commuoventissima che riprende poi le tappe dello sviluppo e il funzionamento della memoria in modo semplice e divertente, accessibile a tutti (NB. non c’erano bambini nella sala..). Geniale l’idea dei ricordi a forma di sfera che prendono il colore dell’emozione prevalente (gioia:giallo, tristezza: blu, disgusto: verde, rabbia: rosso, paura: viola. Anche la scelta dei colori non sembra essere casuale).

Il mio colore preferito pensandoci ora è il blu/azzurro..Ci sarà una correlazione con la mia tendenza alla drammaticità?

Questa domanda mi ha seguito per buona parte del film: e voi di che colore pensate siano prevalentemente i vostri ricordi?

Le fotografie hanno sempre un prima e un dopo che non sempre fa sorridere al ricordo, ma sono veramente da eliminare anche quelle parti? Purtroppo, o per fortuna, qualunque cosa succeda nella vita ci lascia una traccia mnestica che più o meno coscienti resta lì… dobbiamo veramente sforzarci di essere pienamente felici ogni giorno?

Anche godersi la tristezza, la nostalgia, la paura, può essere un’arte e ci vuole una vita di pratica per impararla (uso volutamente il termine godersi che sembra stonare non poco)..

In bocca a lupo a tutti voi e soprattutto a ME per questa ardua impresa!

PS. Festeggiamo il mio primo mese di blog!!! Quanti mesi mi do ancora? Due o tre dicevo? Seguiamo le vicende e chissà che vinca la sfida 😉

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2 pensieri su ““Piangere mi aiuta a stare calma e a non essere ossessionata dal peso dei problemi della vita” (Inside Out)

  1. Tante domande, poche risposte. Come sempre dalla vita. Dobbiamo veramente sforzarci di essere pienamente felice ogni giorno? A mio modesto parere sarebbe sufficiente riuscire a non forzarsi ogni giorno, essere ciò che si è, di fronte agli altri ma soprattutto di fronte a se stessi, sarebbe già un antipasto di felicità, magari non totalmente piena ma già felicità. Affrontare o godersi, che dir si voglia, le situazioni poco piacevoli come ineluttabili eventi dalla vita non è un esercizio ma una consapevolezza che ” essere felici per una vita intera sarebbe quasi insopportabile”. Ogni situazione diverrà presto un ricordo senza che ci si possa neppure accorgere che non sta più lì dove l avevamo lasciata. E i miei ricordi di che colore sono? Verdi, così li vedo, verdi ma anche gialli e rossi e azzurri, e comunque sempre belli e colorati. Tutti.

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    1. Grazie per il nuovo commento! 🙂
      Bellissime riflessioni! L’accettazione è veramente tosta, spero per te che sia più abile di me in questa consapevolezza!
      Come si dice “consapevolezza mezza saggezza”!! E per tornare al film e collegarmi alle tue parole Gioia mi sta un po’ sulle scatole con le sue manie di felicità perenne 😉

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