“Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano” (Antoine de Saint Exupéry)

Weekend di lavoro. Lavoro di fatica? Forse. Esperienza nuova, bambini conosciuti e adorati. Con il mio solito splendente ottimismo (l’ironia si spreca) mi aspettavo già il peggio, ma con la perfetta organizzazione della brava mamma l’ambientarsi è stato facile ed estremamente divertente. Tra una posata per terra, una risata e un pianto il weekend è passato con allegria e la voglia di tornare già c’è.

Quanto è difficile educare i figli? Com’è il momento in cui si decide di mettere su famiglia? E quello in cui si realizza che non si sa come sarà il futuro? Quando i figli crescono e i genitori rimangono soli come ci si sente? Le domande si sprecano come al solito…perché un ‘esperienza non mi lascia il segno se non si porta dietro il bagaglio del rovescio della medaglia, delle spine tra le rose..

Ma rose erano rose, belle e grandi rose rosse, rosa, gialle..una famiglia (tradizionale mi sento ormai in dovere di aggiungere) così unita e allegra come oggi se ne vedono poche. Un po’ mi ricordava la mia infanzia, prima che a 14 anni tutto si facesse più chiaro ed emergesse anche quello che da bambini non ci importa. Gioco, gioco, gioco e gioco all’aperto con i cugini e disegni, costruzioni e solo un’ora di cartoni prima e dopo cena, niente video games. Dai bambini c’è sempre da imparare!

A proposito di famiglie di oggi mi è capitato sotto mano questo articolo:

http://www.uccronline.it/2012/08/25/sono-cresciuto-con-genitori-omosessuali-e-stata-una-disgrazia/

testimonianza di un figlio cresciuto da una coppia gay.. poi forse smentito dagli articoli scientifici con i dati finora raccolti, ma, forse, più vero di una semplice (in realtà complicatissima!!) statistica. Ha raccontato quello che tutto sommato mi sono costruita come pensiero alla fine dei miei 5 anni di studi di psicologia, ovvero come ci possiamo formare dei modelli interni, basati su regole non scritte come dice nell’articolo, sul modo di relazionarci e crearci la possibilità di scegliere se non conosciamo l’altra metà della mela? Come possiamo costruirci un pensiero critico se abbiamo un’unica visione di solo uomo o di sola donna? Come possiamo parlare già di adozioni per le coppie omosessuali se prima non snelliamo le pratiche delle adozioni per coppie tradizionali con problemi di sterilità? Ma questo è un altro discorso..

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